TRIANGOLO DI MARKO BRECELJ (Rotulus Homo Pendulum) |
Spettacolo multimediale |
Luogo: Sala lignea, Monfort, Portorose.
BIGLIETTI GRATUITI:
- Prima: sabato, 9 maggio 2026, ore 20.00, Ritiro dei biglietti gratuiti su:
o presso la biglietteria dell’Avditorij Portorož – Portorose durante gli orari di apertura oppure nei punti vendita Entrio.
- Replica: domenica, 10 maggio 2026, ore 20.00, Ritiro dei biglietti gratuiti su:
o presso la biglietteria dell’Avditorij Portorož – Portorose durante gli orari di apertura oppure nei punti vendita Entrio.
Ingresso gratuito solo con biglietto.
Coproduzione: Gallerie costiere Pirano, Teatro Delak, Kuća ekstremnog muzićkog kazališta (Zagabria), Društvo prijateljev zmernega napredka.
Autori dello spettacolo: Zlatko Burić Kićo (HR), Damir Bartol Indoš (HR), Tanja Vrvilo (HR), Dragana Milutinović (SRB), Dragan Živadinov (SLO), Aljoša Živadinov Zupančič (SLO).
Partner del progetto: Comune di Pirano, Auditorium di Portorose, Ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia, Fondazione Pohorski bataljon, AMZS, Città di Zagabria, Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia, Zaklada Kultura Nova, Jazz Denmark.
Le Gallerie Costiere Pirano, l’Associazione DPZN, il Teatro DELAK e la Kuća ekstremnog muzičkog kazališta vi invitano allo spettacolo multimediale IL TRIANGOLO DI MARKO BRECELJ (Rotulus Homo Pendulum).
Lo spettacolo-evento è un’opera d’autore collettiva del gruppo formato da Zlatko Burić Kićo, Damir Bartol Indoš, Tanja Vrvilo e Dragana Milutinović, in dialogo con la dinamica cosmo-cinetica di Dragan Živadinov e Aljoša Živadinov Zupančič.
Lo spettacolo attualizza gli effetti e la modalità di un agire emancipatorio derivante dalle pratiche teatrali del gruppo neoavanguardistico Kugla glumište, in collaborazione con artisti teatrali, visivi e musicali, di sensibilità artistica affine a quella di Marko Brecelj. Lo spettacolo estremo di teatro musicale IL TRIANGOLO DI MARKO BRECELJ (Rotulus Homo Pendulum) opera nell’ambito dell’estetica della memoria pubblica e privata come nostro bene comune. Assume come punto di partenza l’opera artistica di Marko Brecelj – poeta, performer, musicista e attivista!
L’atterraggio meta-cosmistico al Capo di Buona Speranza assume la forma di una performance soft su una scena eterotopica della cultura giovanile. Il centro multimediale e intergenerazionale con venti artisti vi invita a un viaggio a Vršac attraverso gli alti giri delle offensive cameratesche. Lo spettacolo contiene anche un programma B per il pubblico del futuro. Include celebrate azioni soft-terroristiche degli Amici del presente e del pubblico del passato, secondo una logica di commenti estremi della durata di 30-60 secondi. Lo spettacolo attrae, affetta e ricostruisce le azioni soft-terroristiche, le canzoni e i lavori video di Brecelj. Prende avvio dalle numerose forme di artivismo di Brecelj e apre il suo diario «Dodogovor», che infrange le differenze tra pubblico e privato, storico e attuale, assoluto e contingente.
L’incontro dodogovorjeno al tavolo strategico è stato ispirato dallo spettacolo «BIKOZMIZEM :: Izreka» di Dragan Živadinov con il sinfonico e melodico Marko Brecelj.


MARKO BRECELJ (1951-2022):
Poeta, cantautore, musicista, operatore giovanile e sociale, insegnante, pioniere della performance slovena. È il fondatore del Terrorismo morbido come forma di attivismo artistico, vissuto come espressione personale senza distinzione tra sfera privata e pubblica.
Nel 1974 ha realizzato l’album solista Cocktail con l’arrangiatore Bojan Adamič, ancora oggi considerato da molti uno dei migliori album di cantautorato.
La performance è probabilmente il termine più adeguato per descrivere la sua opera complessiva – e la sua vita. Da giovane nel quartetto Beli Črnci, poi come frontman del gruppo Buldožer, in duo con Ivan Volarič Feo negli Zlatni zubi, e in formazioni con altri musicisti, in concerti solisti, conferenze performative, film, spettacoli teatrali, lezioni in spazi autogestiti, istituzioni e persino in politica, Brecelj ha soprattutto fatto performance. Sul palco, nelle strade e nelle piazze, negli spazi. In Slovenia, nell’area dell’ex Jugoslavia e all’estero.
Nel 1990 ha cofondato a Capodistria, nell’Istria slovena, il Društvo prijateljev zmernega napredka e fino alla morte, insieme ai suoi collaboratori, ha guidato e sviluppato uno spazio autogestito come esperimento sociologico: un centro giovanile, culturale, sociale, multimediale, intergenerazionale e museale.
Come presidente della Fondazione del settore giovanile non governativo Pohorski bataljon, ha sostenuto e promosso la creazione di spazi culturali indipendenti in Slovenia.
Si dedicava alle persone creative e generose.
DRAGAN ŽIVADINOV (1960):
Regista, performer e una delle figure più riconoscibili del teatro sloveno contemporaneo. Come cofondatore del movimento Neue Slowenische Kunst e ideatore del retrogardismo, ha segnato in modo decisivo il teatro sloveno degli anni Ottanta, mettendolo in dialogo con le avanguardie artistiche del XX secolo. Il suo lavoro rompe con il teatro classico e pone al centro, al posto della narrazione, del personaggio e della psicologia, il segno, il rituale, l’idea e la visione.
Nel suo percorso artistico, da Krst pod Triglavom al progetto di lunga durata Noordung 1995–2045, ha intrecciato il teatro con la scienza, la tecnologia, il cosmo e l’arte postgravitazionale. In questo modo ha sviluppato un linguaggio artistico del tutto personale, in cui si incontrano riflessione filosofica, forte componente visiva e ricerca sullo spazio, sul corpo e sul tempo. Una parte importante della sua produzione è costituita anche da rituali performativi di congedo e da altri progetti nei quali l’arte viene intesa come pratica complessiva di vita e di pensiero.
Dragan Živadinov rimane una delle figure più originali e influenti dell’arte performativa slovena contemporanea, riconoscibile per la coerenza della sua visione, il rigore teorico e un universo teatrale del tutto singolare.
ZLATKO BURIĆ KIĆO (1953):
Attore croato-danese che, nel corso dei decenni, ha costruito una carriera riconoscibile nel cinema europeo e internazionale. Ha iniziato il suo percorso artistico nel teatro sperimentale come membro dell’influente gruppo Kugla Glumište, per poi trasferirsi in Danimarca all’inizio degli anni Ottanta, dove si è affermato anche sul grande schermo. È legato in modo particolare al regista Nicolas Winding Refn, con cui si è distinto nel film Bleeder e nel ruolo di Milo nella trilogia cult Pusher, interpretazione che gli è valsa anche il premio Bodil come miglior attore non protagonista.
Grazie alla sua forte presenza scenica, ha presto oltrepassato i confini danesi prendendo parte anche a produzioni internazionali, tra cui il ruolo di uno spietato miliardario russo nel film 2012 di Roland Emmerich; ha inoltre ripreso il personaggio di Milo anche nel remake britannico di Pusher. Un più ampio riconoscimento internazionale è arrivato nuovamente nel 2022 con la sua interpretazione in Triangle of Sadness di Ruben Östlund, per la quale ha ricevuto il Premio del cinema europeo e il Guldbagge svedese. Con questo ruolo ha ulteriormente consolidato la sua posizione come uno dei più incisivi attori caratteristi della sua generazione.






