Tomos: Sulla sella dei ricordi | 

Galleria Medusa, Capodistria |

3 dicembre 2019 – 2 febbraio 2020

La fabbrica Tomos, come poi il Porto di Capodistria, segnò fortemente il dopoguerra della città costiera e collocò Capodistria sulla mappa mondiale delle pratiche economiche di successo tra quelli che furono i paesi del “realismo sociale". Dall'inizio dell'attività della fabbrica nel 1954 fino agli anni '80 il paese conobbe un rapido sviluppo economico che influenzò anche l'immagine architettonica del luogo e la vita dei suoi abitanti. In molti arrivarono da varie parti della Slovenia e dell'ex Jugoslavia proprio per la possibilità di occupazione nel nuovo stabilimento.

Una visione chiara e un grande coraggio di partenza sono stati seguiti da un notevole successo. La fabbrica, che aveva ampi capannoni, magazzini di produzione, una mensa, un dispensario per i dipendenti e una propria tipografia disponeva anche di un importante istituto di ricerca con un reparto di progettazione e laboratori di prototipazione. Più di 200 esperti si sono dedicati alla costante ricerca tecnologica e di nuove soluzioni tecniche e moderne per la produzione. La vicinanza dell'Italia, il cui l'approccio estetico sempre ironico al design pubblicitario riassumeva molto bene e rifletteva lo spirito del tempo e l'ascesa economica, era d’ispirazione e consentiva di entrare in contatto con le tendenze estetiche occidentali. Grazie a questa vicinanza si conquistarono rapidamente clienti nazionali ed esteri, e gli “automatici" di Tomos, similmente alla Vespa italiana, divennero presto un vero e proprio status symbol di un’intera generazione. In sinergia con i ricercatori e i designer lavorava il dipartimento di marketing (reparto propaganda), le cui ambizioni superavano gli standard dell'epoca e collaborarono a creare una storia di successo più che decennale.

Gran parte del patrimonio di Tomos è custodito dal Museo tecnico della Slovenia a Bistra vicino a Vrhnika. Negli ultimi anni si sono svolte mostre anche nell'Istria slovena (Museo provinciale di Capodistria, Museo marittimo “Sergej Mašera" di Pirano) che hanno dimostrato che la memoria della fortunata storia costiera è ancora viva. Le persone amano e ricordano con nostalgia i tempi di Tomos, come viene mostrato anche nel documentario Tomos, realizzato in Jugoslavia dal regista Peter Leban.

La mostra alle Gallerie Costiere è stata realizzata su iniziativa di Steve Vujić e comprende principalmente reperti della sua collezione privata, ma rappresenta solo un frammento del mosaico e si concentra sul design grafico. L’esposizione vuole attirare l'attenzione su alcune importanti realizzazioni di design industriale e mostrare un segmento di materiale promozionale (poster, volantini e altri materiali stampati) con il quale Tomos ha commercializzato i propri prodotti (motocicli, ciclomotori, motori fuoribordo per barche, macchine commerciali, automobili) e dato un’identità al proprio marchio. I Designer e gli inserzionisti di Tomos hanno affrontato con coraggio ogni nuova sfida lavorando come una squadra e arrivando sempre a un compromesso, ideando così un design artistico che potesse essere in grado di persuadere i potenziali acquirenti. Il design, l'approccio grafico, la scelta dei colori e il messaggio della pubblicità erano rivolti principalmente alle giovani generazioni, alle famiglie e alla nuova classe media emergente. Essi hanno anche tenuto discorsi a varie fiere in patria, in Europa e nel resto del mondo e ricevuto più volte riconoscimenti per i loro risultati (ad esempio alla Biennale di Lubiana di Disegno Industriale BIO). Il modello ATX di Igor Rose è stato dichiarato un “design senza tempo", lusinghiero riconoscimento, ricevuto anche da altri designer di prodotti iconici odierni del design sloveno.