Fulvia Grbac: Contro la natura | 

Galleria Herman Pečarič, Pirano |

7 giugno 2019 – 25 agosto 2019 |

Inaugurazione: venerdì 7 giugno 2019, alle ore 19:00 

Castelvenere, 2019, xilografia policroma, 35 x 35 cm

Confini III, 2019, puntasecca, 70 x 100 cm

Con la collaborazione della Comunità degli Italiani Giuseppe Tartini Pirano e della Comunità Autonoma della Nazione Italiana di Pirano ogni anno nella Galleria Herman Pečarič si organizza una mostra di opere di artisti appartenenti alla minoranza. Quest'anno, nei mesi estivi, sarà allestita una mostra di opere della pittrice Fulvia Grbac (1968) di Sicciole. Fulvia si è laureata nel 1991 in grafica all'Accademia di Belle Arti di Venezia, e da allora ha continuato a migliorarsi prendendo parte a laboratori e corsi di grafica in Slovenia e all'estero. Oggi lavora come pedagogista d'arte presso il Liceo Pietro Coppo di Isola.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue con una nota della curatrice Nives Marvin: “Nel mondo e nel nostro Paese le moderne tecnologie sono ampiamente utilizzate nella produzione grafica contemporanea, consentendo agli autori di rendere la stampa più facile e veloce. Nell'ultimo decennio Fulvia Grbac ha lavorato con tecniche grafiche classiche, pur essendosi diplomata in pittura all'Accademia di Venezia. Entra così a far parte della cerchia di artisti che preservano questo nobile genere, che nella seconda metà del secolo scorso era il “marchio” sloveno di maggior successo in ambito internazionale (Ljubljana Graphic School). Oggi la grafica sta diventando sempre più popolare ed è di stimolo per l'espressione creativa, soprattutto per le giovani generazioni. Fulvia ricerca, approfondisce e sperimenta le varietà tecniche che le nuove tecnologie consentono. Ogni anno frequenta corsi di grafica con rinomati maestri e implementa costantemente le sue conoscenze ed esperienze nella produzione grafica, facendo anche da mentore in vari laboratori creativi.

La mostra presenta il periodo maturo dell'artista e una scelta estremamente ponderata della tecnica grafica (xilografia, puntasecca, monotipo), forma e dimensione della matrice e della carta su cui stampa. Il mezzo scelto la sfida costantemente a scoprire nuove possibilità di espressione ed effetti artistici. Le sue incisioni sono le registrazioni più dirette e intime dei suoi stati psicofisici, importante è anche l'elemento cromatico: dalle classiche xilografie in bianco e nero, alle sofisticate tonalità dei blu, dei grigi e dei verdi, con cui crea una speciale atmosfera. La complessità e la possibile imprevedibilità del lungo processo grafico, insieme al suo spirito sperimentale, la portano sempre di più verso nuove scoperte espressive. L’artista considera il “rituale grafico” come una speciale alchimia, una sorta di meditazione che avviene nel silenzio del suo studio di Isola FolarT.

Fulvia Grbac vive a Sicciole, nell'Istria slovena, nell'estrema parte occidentale del paese dove regna un'atmosfera e una luce unica. È un’area multiculturale dal secolare patrimonio materiale, situata vicino a due confini di stato e nelle immediate vicinanze delle saline di Sicciole. La natura di questa zona, la sua vegetazione che cambia continuamente, trasformandosi e rinnovandosi, i ricordi d'infanzia e l’osservazione quotidiana delle saline sono le principali ispirazioni di Grbac. Nelle opere la figura umana appare di rado, è la natura a dominare, come dimostrano per esempio i cicli Dendrotipia, In Rubis, Memoria delle saline e Paesaggi. Le composizioni sono apparentemente semplici e raffinate ma nei lavori degli ultimi tre anni osserviamo l’introduzione di un recinto di filo metallico che diventa un nuovo confine, un nuovo ostacolo. L’albero e le barriere di filo metallico sono le metafore utilizzate dell'autrice, suo segno iconografico portatore di significati e messaggi intimi più profondi. Attraverso di essi rivela le sue opinioni personali sul passato e sul presente, sulla società e sugli eventi politici del luogo in cui risiede. I singoli fogli sono correlati tra loro e allestiti in una fantasiosa installazione spaziale, che diventa un messaggio universale e attuale.

Attraverso il processo grafico l'artista Fulvia Grbac confronta tutto ciò che c’è di bello e di elementare in natura con l'eredità dei nostri antenati, un’eredità che sta scomparendo anche a causa di eventi vergognosi per mano della nostra specie. Le informazioni trasmesse dai media e i confini di filo spinato che vede quotidianamente da casa sua l’hanno portata a interrogarsi sui confini mentali ed emotivi che ognuno ha e che troppo spesso sfociano in atti disumani, crudeli e disonorevoli per la civiltà altamente sviluppata del terzo millennio.