Graziano Pompili è nato a Fiume nel 1943. Dopo aver studiato all’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica di Faenza e all’istituto d’Arte Gaetano Chierici a Reggio Emilia, termina il corso di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nei primi anni ’70 frequenta lo Studio Nicoli di Carrara perfezionando la tecnica della scultura in marmo e la Fonderia Tommasi a Pietrasanta per la fusione di opere in bronzo. La sua biografia registra numerose mostre personali e collettive in musei e gallerie pubbliche e private in Italia e all’estero, dove è noto specie per le sculture monumentali in spazi pubblici. Le sue opere si trovano nelle collezioni permanenti di musei di arte contemporanea in Italia e nel mondo.  L’autore è costantemente impegnato anche in campo didattico. Vive e lavora in Italia, in provincia di Reggio Emilia, nel comune di Montecchio Emilia.

 

Lo scultore, che si è formato nei centri noti per le antiche tradizioni di produzione ceramica e scultura in marmo, è conosciuto in campo nazionale e internazionale specie per le sue opere monumentali in spazi privati e pubblici. Le sue sculture sono caratterizzate dal richiamo alle culture del passato e alla mitologia personale dell’artista. Anche questa scultura, come quella del 1999, riprende poeticamente le specificità paesaggistiche e culturali dell’ambiente mediterraneo. Il riconoscibile motivo del paesaggio con una casetta è l’archetipo con cui l’artista indaga il rapporto tra forma e contenuto. In questo caso ha deciso che in un cubo compatto dominerà il linguaggio strutturato della pietra grezza, che solo su una superficie lisciata e leggermente ondulata si trasforma nell’immagine stilizzata di un paesaggio (istriano?).