I MOSTRI SONO UMANI – 
Mostra collettiva | 

Galleria Loggia, Capodistria,  13.03.2026–7.06.2026 – 
Inaugurazione: venerdì, 13 marzo 2026, alle ore 19 | 

 Curatrice: Nina Jeza, 
Coordinatrice: Ana Papež. 

“All monsters are human”. 

(Suor Jude Martin, American Horror Story).

La mostra I mostri sono umani, nella sua terza edizione, prosegue l’indagine sul mostruoso come costrutto sociale e psicologico. Invece di presentare i mostri come eccezioni, anomalie o figure mitologiche, la mostra si concentra sull’essere umano: sulle sue paure, proiezioni, violenza e incapacità di accettare la diversità. La mostruosità non emerge come qualcosa di esterno o di straordinario, bensì come conseguenza di meccanismi sociali, ideologie e ossessioni collettive che, nel presente, si normalizzano facilmente e diventano parte dell’ordine quotidiano.

Il “mostro” è così inteso come proiezione di ciò che oltrepassa i confini del tollerabile, del comprensibile o del controllabile; non si tratta dunque di un problema di anomalia, bensì di rapporti di potere: di processi di esclusione, stigmatizzazione e disumanizzazione che spesso si celano dietro spiegazioni razionali, norme morali o discorsi apparentemente neutri. Il mostruoso non è qualcosa che accade ai margini della società, ma nasce nel suo stesso centro.

Nel XXI secolo, nonostante il progresso scientifico e tecnologico, continuiamo a confrontarci con stereotipi e pregiudizi persistenti legati a identità, corporeità, salute mentale, migrazioni, sessualità e minoranze sociali. I social network e i media digitali non agiscono soltanto come veicoli di informazione, ma come spazi di produzione di paura, disinformazione e costrutti ideologici, in cui si cancellano i confini tra discorso scientifico, convinzione personale e finzione.

Attraverso pratiche artistiche visive, la mostra intende aprire uno spazio di confronto con il grottesco, l’inquietante e il traumatico, non come effetto sensazionalistico, ma come riflessione su condizioni sociali reali. Immagini di demoni, mostri, folli, freak e scene cariche d’ansia funzionano come metafore del mondo contemporaneo, segnato dall’esperienza della pandemia, della guerra, dell’incertezza economica e dalla costante esposizione a immagini di violenza, mettendo lo spettatore di fronte a un disagio che è parte integrante della comprensione del mondo.

L’attuale allestimento amplia l’orizzonte temporale e contenutistico mettendo in relazione pratiche artistiche contemporanee con opere di artisti della generazione precedente, il cui lavoro è contrassegnato da questioni esistenziali, motivi di morte, disgregazione, angoscia e vulnerabilità umana. Questo dialogo tra generazioni approfondisce ulteriormente la comprensione del mostruoso come elemento universale e persistente dell’esperienza umana.

I mostri sono umani non offre risposte univoche, ma crea uno spazio per una riflessione critica ed etica su una società in cui i mostri non sono più fuori di noi, bensì spesso il risultato delle nostre azioni, paure e illusioni collettive; apre così uno spazio in cui i confini tra osservazione e coinvolgimento si fanno progressivamente più sfumati, e il mostruoso si rivela come qualcosa che non è mai del tutto esterno all’esperienza condivisa.

 

Artisti in mostra:

Mirsad Begić, Goran Bertok, Andrej Brumen Čop, Matej Čepin, Tina Dobrajc, Mito Gegič, Milan Golob, Natalija Šeruga Golob, Zdenko Huzjan, Marko Jakše, Janez Kardelj, Mateja Kavčič, Ira Marušič, Matjaš Diego Zadel Dellamorte, Betina Habjanič, Karin Vrbek, Jože Tisnikar, France Mihelič, Zoran Mušič.