{"id":7884,"date":"2020-03-09T14:22:59","date_gmt":"2020-03-09T13:22:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/?p=7884"},"modified":"2021-11-16T11:07:21","modified_gmt":"2021-11-16T10:07:21","slug":"rok-mohar-chernobyl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/rok-mohar-chernobyl\/","title":{"rendered":"Rok Mohar: Chernobyl"},"content":{"rendered":"<p><section class=\"kc-elm kc-css-519350 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-729945 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-650168\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-277416 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-684015 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-293701 kc_text_block\"><\/p>\n<p><strong>Rok Mohar: Chernobyl |<\/strong><\/p>\n<p><strong>Galleria Medusa, Capodistria |<\/strong><\/p>\n<p><strong>4 maggio 2020 &#8211; 28 giugno 2020<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm kc-css-65469\" style=\"height: 50px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-957653 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-492011 kc_col-sm-6 kc_column kc_col-sm-6\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-358356 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Schermata-2021-06-30-alle-14.55.14.png\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-658474 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Schermata-2021-06-30-alle-14.55.02.png\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-267981 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_0094-2-scaled.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc-css-624289 kc_col-sm-6 kc_column kc_col-sm-6\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-266608 kc_text_block\"><\/p>\n<p>Rok Mohar \u00e8 un artista di talento che nel corso della sua creazione artistica ha saputo mantenere quello zelo e quella passione tipici della giovane et\u00e0. L&#039;esperienza che ha acquisito collaborando con altri artisti, in vari incontri e progetti, \u00e8 stata tanto importante quanto gli studi. L\u2019arte per Mohar \u00e8 uno stile di vita e di pensiero e si ritiene un artista socialmente responsabile, infatti le sue opere attirano l\u2019attenzione su questioni sociali e politiche importanti per l&#039;individuo e per l&#039;umanit\u00e0, trattate con spirito satirico, narrativo o poetico. Sa trasmettere questi contenuti importanti in modo convincente e con ironia.<\/p>\n<p>\u00c8 uno scultore innovativo e padroneggia vari materiali, tuttavia preferisce lavorare la pietra e modellare l\u2019argilla. La scelta di questi due materiali \u00e8 principalmente legata allo spazio dove crea. Sculture in pietra di grande formato sono state create in occasione di simposi scultorei e laboratori all&#039;aperto, mentre in studio realizza sculture di dimensioni pi\u00f9 piccole, principalmente in argilla e gesso. Quando crea oggetti di scena e scenografie teatrali utilizza invece materiali meno classici (ad esempio il polistirolo).<\/p>\n<p>Il progetto Chernobyl si riferisce al disastro nucleare di Chernobyl del 1986. Mohar richiama l&#039;attenzione sulle conseguenze tragiche e a lungo termine del disastro che ha colpito l&#039;uomo e la natura, non solo nelle immediate vicinanze della centrale ma in tutta Europa. Attraverso il ricordo del tragico evento l\u2019artista avvia una riflessione sullo stato attuale del mondo civilizzato, sempre pi\u00f9 avido, ossessionato dal consumismo e i cui progressi tecnologici possono portare a conseguenze disastrose. Tutto ci\u00f2 distorce la visione della realt\u00e0 e allontana l&#039;uomo da ogni responsabilit\u00e0 verso s\u00e9 stesso, il prossimo e l&#039;ambiente in cui vive.<\/p>\n<p>In mostra sono esposte sculture realizzate negli ultimi cinque anni. Le opere sono prima modellate in argilla e successivamente viene fatto il calco in gesso; sono state create in maniera spontanea, senza una pianificazione consapevole.<br \/>Sono quasi duecento le teste e figure umane qui \u201criunite\u201d. Corpi e volti deformi, grotteschi, innescano in noi sentimenti spiacevoli e cupi ed una sensazione caotica. Le sculture riflettono la lussureggiante immaginazione dell&#039;autore e sono intrise di vari simboli celati: abiti con colletti accentuati rappresentano un regime militare totalitario e il fascino per l&#039;uniforme militare di Napoleone; il tubo di plastica a spirale trovato nell&#039;intestino richiama le maschere protettive utilizzate nella pulizia delle scorie nucleari. Allo stesso tempo, il contenuto leggibile a pi\u00f9 livelli \u00e8 nascosto anche in titoli come Narcissus, Siamese Twins, Liquidator, Plumber, General Nikolai Tarakanov, Balzac&#8230; L&#039;elemento centrale e visivamente pi\u00f9 forte della mostra \u00e8 la scultura intitolata I PODn. Si tratta di un abaco di due metri, un computer meccanico con una struttura metallica su cui sono fittamente infilate palline dalla forma di teste umane. I volti senza nome dei bambini con gli occhi chiusi sono bloccati e sfidano la sorte, nella loro cecit\u00e0 si sentono addirittura a loro agio. Dietro le espressioni ironiche, di indifferenza e piacere, tuttavia, c&#039;\u00e8 una completa impotenza. Simbolicamente l&#039;uomo \u00e8 solo un numero con cui il destino pu\u00f2 giocare ed eliminarlo in un istante.<\/p>\n<p>Il progetto spiega il contenuto della Carta di Chernobyl, una sorta di manifesto dei figli della centrale nucleare di Chernobyl, al fine di sensibilizzare sul pericolo e prestare l\u2019attenzione sul disastro. Sebbene scritto in modo provocatorio e ironico, che ammorbidisce leggermente il peso di un argomento cos\u00ec serio, il manifesto ha una forte efficacia. Fatti e idee realistiche si intrecciano con desideri utopici e aspettative irrealistiche di una societ\u00e0 sana e giusta.<\/p>\n<p>La mostra propone anche alcune delle ultime sculture dell\u2019artista, una nuova serie intitolata Atomic Gods. L&#039;atomo \u00e8 l&#039;elemento base della materia; \u00e8 quindi creatore, un dio, e la scienza (la fisica, la chimica, la matematica) \u00e8 universale, l&#039;unica religione accettabile per l&#039;autore. Mohar viaggia attraverso lo spazio e il tempo, discute l&#039;origine dell&#039;universo, la composizione della materia e crea nuove storie al riguardo attraverso l\u2019arte. I suoi dei ricordano la monumentale scultura egizia antica, ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla sua passione per l\u2019antico Egitto e per i geroglifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Tatjana Sirk<\/em><\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-886272 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-804669 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-853742\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc-css-784683 kc_text_block\"><\/p>\n<p>L&#039;inaugurazione della mostra era prevista per la met\u00e0 di marzo 2020. La pandemia mondiale che stiamo affrontando non fa che confermare la rilevanza di questa mostra. Le vittime di Chernobyl hanno assistito a una nuova catastrofe.<\/p>\n<p>La vita \u00e8 bellezza. Prova fondamentale dell&#039;energia che crea. Per alcuni \u00e8 un dio, ma per molti \u00e8 pura astrazione, quindi non esiste. Il fango si trasforma in terra nel momento in cui una pianta ne cresce. Tre teste galleggiano in un brodo rosso. Una ha la bocca chiusa, l&#039;altra le orecchie coperte. La terza ha gli occhi cuciti. L&#039;ignoranza sembra essere una tecnica di sopravvivenza per molti di noi, e allo stesso tempo chiudiamo gli occhi sulla realt\u00e0 dell&#039;esistenza. Viviamo tra pietre fredde e fango. Non vogliamo ascoltare la verit\u00e0 detta ad alta voce, n\u00e9 vogliamo dirla ad alta voce, soprattutto una volta che ci rendiamo conto che la vita non \u00e8 altro che la forza opposta al freddo. La vita \u00e8 una battaglia senza fine. Circondata da un tubo di plastica nera bloccata da acciaio industriale. Cos\u00ec si inquadrano le teste, cos\u00ec si circonda la nostra esistenza: dopo il cordone ombelicale ci nutriamo dell&#039;universo eterno della vita. Fioriamo nei grembi. Quando ci separano dalle nostre madri siamo liberi, recidiamo la nostra connessione con la fonte della vita. Da quel momento in poi la vita \u00e8 nostra.<br \/>La morte ci spinge in avanti. L&#039;ignoranza regna beata quando impariamo a distogliere lo sguardo dall&#039;abisso. Da bambini chiudiamo gli occhi e non ne parliamo, non vogliamo che ci venga ricordata la verit\u00e0, cio\u00e8 che la nostra esistenza \u00e8 essenzialmente una ribellione contro gli elementi morti da cui nasciamo. La nostra paura aumenta la nostra ignoranza, ci affidiamo all\u2019idea della vita eterna, sembra che l&#039;esistenza stessa della vita intorno a noi non sia sufficiente per credere nel nostro potere o in una forza vitale universale traboccante. Questo potere non pu\u00f2 essere descritto a parole: lo chiamiamo dio. Lo creiamo secondo la nostra idea di lui, ne scegliamo il nome, il volto, la famiglia, le storie&#8230;<\/p>\n<p>La vita eterna \u00e8 impressa nell&#039;acciaio, compattata, lacerata, avvelenata, bruciata\u2026 Ma non cesser\u00e0 mai di esistere. Non sar\u00e0 mai bloccata a causa delle nostre invenzioni, nemmeno a causa del cataclisma finale. Chernobyl.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Marco Siebert (Metelkova, giugno 2018)<\/em><\/p>\n<\/p>\n<\/p>\n<p>Dopo essersi diplomato alla High School of Printing and Paper nel 2003 <strong>Rok Mohar<\/strong> (Ljubljana, 1979) si \u00e8 iscritto alla Famul Stuart School of Applied Arts, specializzandosi in scultura. Nel 2006 ha trovato posto all\u2019 atelier AKC Metelkova. Il suo percorso artistico \u00e8 stato significativamente segnato dall&#039;amicizia con l&#039;artista Marko A. Kova\u010di\u010d, con il quale ancora oggi collabora. Ha partecipato a mostre collettive e ha avuto alcune personali, crea e lavora in vari campi. Ha realizzato oggetti di scena e scenografie per il teatro e il cinema, ha collaborato con il centro di restauro del Dipartimento della Pietra e dello Stucco, ha ritratto eroi dei fumetti, ha partecipato a vari simposi e festival di scultura, tra cui il 3\u00b0 e 4\u00b0 Festival Internazionale dello Studente Forma viva (2005 e 2006) a Isola. Ha studiato da scalpellino presso i laboratori di scultura Kornari a Maru\u0161i\u0107i, in Croazia, con il suo mentore, lo scultore e accademico Gail Morris. Nel 2019, con l&#039;aiuto dell&#039;associazione KUD Ampus ha fondato uno studio grafico a Tr\u017ei\u010d. Vive e lavora tra Lubiana e Tr\u017ei\u010d.<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-296194 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-879378 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-749606\" style=\"height: 50px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rok Mohar: Chernobyl | Galleria Medusa, Capodistria | 4 maggio 2020 &#8211; 28 giugno 2020<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":7895,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-7884","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-galleria-meduza"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7884","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7884"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7884\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12697,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7884\/revisions\/12697"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7895"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}