{"id":15050,"date":"2022-08-11T08:00:33","date_gmt":"2022-08-11T06:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/?p=15050"},"modified":"2023-04-26T23:29:53","modified_gmt":"2023-04-26T21:29:53","slug":"everything-is-not-what-it-seems","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/everything-is-not-what-it-seems\/","title":{"rendered":"(EVERYTHING IS) NOT WHAT IT SEEMS"},"content":{"rendered":"<p><section class=\"kc-elm kc-css-289800 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-478491 kc_col-sm-6 kc_column kc_col-sm-6\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-556750 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/nsfs-06_EverythingIsNotWhatItSeems-invitationDigitalEN-pdf.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-564244 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/NITJA_Arkitektur_Profil_HighRes_31-683x1024.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-148142\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-260321 divider_line\">\n\t<div class=\"divider_inner divider_line1\">\n\t\t\t<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"kc-elm kc-css-87466\">\n\t<a class=\"kc_button\" href=\"https:\/\/drive.google.com\/drive\/folders\/15TbHve9js9wkQloHYDlv2y805CVDE942?usp=sharing\" target=\"_blank\" title=\"\" onclick=\"\">\n\t\t<i class=\"sl-arrow-down-circle\"><\/i> DOWNLOAD PRESS \/ GALLERY\t<\/a>\n<\/div>\n\n<div class=\"kc-elm kc-css-958430 divider_line\">\n\t<div class=\"divider_inner divider_line1\">\n\t\t\t<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-975035\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc-css-434007 kc_col-sm-6 kc_column kc_col-sm-6\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-994340 kc_text_block\"><\/p>\n<p>\n<strong>(Everything is) Not What it Seems \/ Non tutto \u00e8 come appare |\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>20 agosto \u2013 25 settembre 2022 |\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Nitja Centro d\u2019arte contemporanea, Lillestr\u00f8m\/Oslo, Norvegia |\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Artisti:<strong> Primo\u017e Bizjak (Slovenia), Vincent Ceraudo (Francia), Nemanja Cvijanovi\u0107 (Croazia), Andrea Fraser (USA), Meta Grgurevic\u030c (Slovenia), Anawana Haloba (Zambia\/Norvegia), Einat Cohen (Israele), Corinne Mazzoli (Italia), Ane Mette Hol (Norvegia), Emil Memon (SLO\/USA), Hanna Filomen Mj\u00e5vatn (Norvegia) &#038; Kira Senkpiel (Germania), Nika Neelova (Inghilterra), Kathryn Smith (Sud Africa), Andrej S\u030ckufca (Slovenia), Lu\u010dka \u0160parovec (Slovenia), Robert Watts (USA).<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-3052 kc-title-wrap \">\n\n\t<h2 class=\"kc_title\">COMUNICATO STAMPA<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-954874 kc_text_block\"><\/p>\n<p>\n<span style=\"font-style: inherit;\">(<\/span><em>Everything Is) Not What It Seems \/ Non tutto \u00e8 come appare<\/em><span style=\"font-style: inherit;\"> \u00e8 <\/span><strong style=\"font-style: inherit;\">un progetto espositivo internazionale a cura delle Gallerie Costiere di Pirano e prodotto da NITJA &#8211; Centro per l&#039;arte contemporanea di Lillestr\u00f8m<\/strong><span style=\"font-style: inherit;\">. La mostra comprende una selezione di opere appartenenti alla collezione pubblica delle Gallerie Costiere di Pirano, della collezione pubblica UGM di Maribor insieme a diverse collezioni private slovene e internazionali (tra le altre la Noire Gallery, Torino e la Collezione NGH, Menge\u0161).<\/span><\/p>\n<p>La mostra \u00e8 stata ideata, sviluppata e progettata da<strong> Mara Ambro\u017ei\u010d Verderber, direttrice delle Gallerie Costiere di Pirano, su invito del NITJA &#8211; Centro per l&#039;arte contemporanea<\/strong>. Il concept della mostra \u00e8 strutturato attorno a interrogativi e temi che indagano ci\u00f2 che accade al di l\u00e0 della realt\u00e0 visibile delle cose, tema gi\u00e0 trattato dalla curatrice nel suo omonimo saggio critico pubblicato per il catalogo Momenta &#8211; Biennale de l&#039;Image (Kerber Press, Berlin\/Montreal 2017).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>In occasione della mostra, che verr\u00e0 inaugurata il 20 agosto 2022 presso il Centro NITJA, verranno organizzati i seguenti eventi rivolti al grande pubblico, agli altri funzionari e delegati diplomatici, agli esperti del settore e alla stampa:<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Ricevimento, venerd\u00ec 19 agosto dalle ore 11:00 alle ore 12:30.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Apertura della mostra al pubblico, sabato 20 agosto dalle ore 13:00 alle ore 17:00.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Visita guidata della mostra, domenica 21 agosto dalle ore 16:00 alle ore 17:00<\/strong>. Conduce la visita la curatrice ospite <strong>Mara Ambro\u017ei\u010d Verderber, in dialogo con gli artisti: Meta Grgurevic\u030c, Anawana Haloba, Corinne Mazzoli, Ane Mette Hol, Hanna Filomen Mj\u00e5vatn &#038; Kira Senkpiel e Andrej \u0160kufca<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo progetto \u00e8 stato concepito come una mostra itinerante che verr\u00e0 diffusa in musei e altri spazi espositivi, invitando artisti e pensatori locali a esaminare ci\u00f2 che viene percepito ed osservato. <strong>Nel 2023 l\u2019esposizione si sposter\u00e0 nella Galleria civica di Pirano e in altri spazi espositivi <\/strong>(ancora da annunciare).<\/p>\n<p>SCARICA IL FILE<br \/><a href=\"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Info-stampa-Nitja-ITA.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Info-stampa-Nitja-ITA.pdf (pdf, 2MB)<\/a><br \/><a href=\"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/192881-2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Articolo sulla mostra nel quotidiano Delo (.pdf, 244kB)<\/a><\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-915639 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-965204 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\">\n<div class=\"kc-elm kc-css-77420 kc-title-wrap \">\n\n\t<h2 class=\"kc_title\">APPROFONDIMENTO CRITICO<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-380041 kc_text_block\"><\/p>\n<p>\n<i>di Mara Ambro\u017ei\u010d Verderber<\/i><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il progetto espositivo\u00a0<em>(Everything is) Not What It Seems \/ Non tutto \u00e8 come appare<\/em><\/strong> presenta una selezione di opere di sedici <strong>artisti internazionali, gi\u00e0 affermati sulla scena artistica mondiale<\/strong>. In modo molto originale la mostra introduce\u00a0alla consapevolezza che la nostra conoscenza del mondo \u00e8 incompleta e incerta e che le nostre convinzioni pi\u00f9 radicate e profonde sulla realt\u00e0, come ci ricorda Carlo Rovelli, possono essere errate o estremamente ingenue. In questo senso, questa esposizione vuole riflettere sulla nostra <strong>capacit\u00e0 di osservare al di l\u00e0 di quel che \u00e8 solitamente visibile e al di l\u00e0 della data realt\u00e0 oggettiva<\/strong>, <strong>per affrontare l&#039;ordinario e cercare di comprendere i meccanismi che governano le nostre percezioni nella vita quotidiana<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo della mostra \u00e8 quello di trasmettere un messaggio comprensibile e chiaro, affinch\u00e9 gli osservatori e i partecipanti prendano coscienza dei processi che si svolgono dietro le quinte e del fatto che tutto ci\u00f2 che abbiamo imparato nella vita \u00e8 organizzato sulla base di prove e informazioni provenienti da un determinato passato. Questa conoscenza \u00e8 stata comunicata attraverso la narrazione e altre fonti di informazione, ad esempio attraverso il montaggio e la restituzione di dati visivi, immagini in movimento e approssimazioni della\u00a0realt\u00e0 oggettiva (Georges Didi-Huberman). Tuttavia, proprio per la consapevolezza dei limiti del materiale visivo possiamo capire che attraverso le nostre capacit\u00e0 creative possiamo sezionare\u00a0<strong>l\u2019immaginario delle figure<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>osservarne l&#039;effetto sulla coscienza delle persone<\/strong>,\u00a0alla ricerca di una\u00a0<strong>convivenza pacifica e di una lettura pi\u00f9 fedele del presente.<\/strong><\/p>\n<p>I limiti di ci\u00f2 che pensiamo di conoscere, vengono quindi messi in discussione dalle opere d\u2019arte scelte per la mostra,\u00a0che sono state progettate nello spirito della ricerca, utilizzando media che spaziano dalle nuove tecnologie alle tecniche pi\u00f9 classiche, per poter offrire allo spettatore un\u2019esperienza allo stesso tempo scientifica, spiritosa, bella e soprattutto fruibile per il grande pubblico.<\/p>\n<p>Le opere degli artisti in mostra sono di fatto il risultato di metodologie sperimentali; gi\u00e0 nella selezione si intravede il corso dell&#039;osservazione stessa, ma non nel processo di formazione di una risposta definitiva. Operano con un approccio quasi scientifico applicato alla restituzione delle immagini, utilizzano, inventano, estraggono e si appropriano di oggetti (sculture in movimento, ceramiche), immagini (foto, dipinti, disegni) e libri (testi, dati) e una serie di tecniche, attraverso l\u2019apparizione in modo sincrono portano un cambiamento nel nostro vissuto, offrendo cos\u00ec una possibile chiave di lettura.<\/p>\n<p>I loro lavori generano conoscenze alternative incoraggiano l&#039;osservatore a mettere in discussione l&#039;apparente affidabilit\u00e0 del mondo, che in realt\u00e0 si basa su un groviglio di regole codificate, mediate da trend globali e stereotipi. In questo modo l\u2019osservatore \u00e8 chiamato ad osservare la data realt\u00e0 in un modo diverso. <strong>La selezione ci dimostra, infatti, che le immagini hanno una capacit\u00e0 unica: possono affascinare e ingannare, ma anche restituire la memoria di ricerche storiche, illuminare la mente o aprire tutta una serie di questioni socio-politiche attuali. L&#039;immagine ha il potere di svolgere la funzione di strumento nel processo di analisi, contestazione e riconfigurazione dell&#039;immaginario &#8220;al lavoro\", incoraggiando cos\u00ec nuove ri-creazioni e modi liberi di comprendere la nostra storia e il mondo contemporaneo.<\/strong><\/p>\n<p>Come ci ricorda il filosofo e fotografo John Berger, se usiamo le immagini per profanare l&#039;improfanabile, esse possono diventare uno <strong>strumento nel processo di emancipazione dalle strategie visive e dalle ideologie politiche, che vengono utilizzate nel commercio violento della cultura e dell&#039;arte, arrivando a potenziare la sua industrializzazione e politicizzazione<\/strong>.\u00a0La mostra sottolinea perci\u00f2 l\u2019importanza che le immagini rivestono oggi pi\u00f9 che mai; l&#039;immaginazione e l&#039;immaginario artistico devono essere considerati innanzitutto come un luogo di resistenza, come <strong>un mezzo che contiene il potenziale per sfidare le nostre convinzioni e risvegliare il senso secondo cui \u00e8 possibile immaginare nuove regioni e nuove forme di realt\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Nella parte centrale della mostra troviamo l&#039;installazione\u00a0<em>Synthetic Zero<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Andrej \u0160kufca<\/strong>. Realizzata in materiale sintetico nero caratterizzato da una superficie lucida che ricorda dei lunghissimi tubi pieni di petrolio. Questi elementi si snodano nello spazio, riempiendolo come una tendenza consumistica insaziabile, che ha portato <strong>la minaccia della plastica non degradabile a livello globale<\/strong>. Quest&#039;opera d&#039;arte potrebbe anche essere intesa come una metafora del\u00a0sottosuolo\u00a0virtuale in cui coesistono una rete internet pubblica e il\u00a0<em>dark web<\/em>, dove si svolgono vite parallele.<\/p>\n<p>Tra gli altri artisti, al centro dell\u2019attenzione l\u2019opera sonora di\u00a0<strong>Anawana Haloba<\/strong>\u00a0e i disegni di\u00a0<strong>Nemanja Cvijanovi\u0107<\/strong>, dove troviamo <strong>un approccio critico<\/strong> <strong>verso i sistemi politici neocoloniali e strutturali<\/strong>, mentre\u00a0<strong>Vincent Ceraudo<\/strong>\u00a0si occupa di una visione particolarmente interessante e inquietante dei paesaggi urbani disabitati.\u00a0Questo \u00e8<strong>\u00a0<\/strong>il frutto dell&#039;avidit\u00e0 capitalistica, che ha trasformato l&#039;utopia megalomane nel suo opposto, <strong>una distopia urbana<\/strong>, mentre il dittico di <strong>Emil Memon<\/strong> segue le linee guida della pura energia e dell&#039;astrazione della <em>street art<\/em>.<\/p>\n<p>Dopo un&#039;ulteriore esamina, si pu\u00f2 sentire il fascino dell&#039;ottica e del movimento nelle opere di <strong>Ana Mette Hol, che fungono da veri e propri<\/strong> studi ravvicinati di fenomeni naturali come la <strong>luce e l\u2019oscurit\u00e0<\/strong>. Queste sono anche le basi per le opere di <strong>Primo\u017e Bizjak<\/strong>, che attraverso la fotografia notturna descrive poeticamente lo sfruttamento intensivo delle pietre di Carrara, materiali naturali non rinnovabili. La registrazione del tempo e il suo controllo sono invece temi centrali dell&#039;arte cinetica di <strong>Meta Grgurevi\u010d<\/strong>, che studia l&#039;illusione dell&#039;impermanenza con la meccanica e altri approcci tecnologici.<\/p>\n<p>Incontreremo anche le opere di <strong>Robert Watts<\/strong> (1923-88), noto soprattutto per il suo <strong>lavoro nell&#039;iconico gruppo artistico FLUXUS<\/strong> e per i suoi enigmi concettuali e giocosi. La decodifica di un rebus matematico da parte dell&#039;artista <strong>Einat Cohen<\/strong> \u00e8 il fil rouge di una coppia di sculture in ceramica che richiamano l&#039;attenzione <strong>sulla divisione politica e sociale in Medio Oriente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Kathryn Smith e Andrea Fraser<\/strong>\u00a0presentano due ricerche artistico-scientifiche sperimentali sotto forma di pubblicazioni. Nel suo libro edito dalla MIT Press, Andrea Fraser analizza la struttura pubblico-privata dei musei americani, mentre Kathryn Smith, con un approccio analitico forense molto dettagliato realizza un\u2019interfaccia\u00a0<em>open-source<\/em>\u00a0per trattare temi estremamente difficili, come ad esempio, la scomparsa di persone in Sud Africa.<\/p>\n<p>I temi centrali della mostra saranno esplorati anche attraverso due performance e interventi di danza.\u00a0<strong>Hanna Filomen Mj\u00e5vatn<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Kira Senkpiel<\/strong>\u00a0eseguiranno una loro recente coreografia, che riflette sul tema delle strutture di potere all&#039;interno della piramide sociale, mentre la performance di\u00a0<strong>Corinne Mazzoli<\/strong>\u00a0in collaborazione con attori e attivisti della comunit\u00e0 locale di Lillestr\u00f8m, esplorer\u00e0 gli ostacoli fisici, le barriere dello spazio pubblico e la &#8220;recinzione\" delle zone abitate delle citt\u00e0.<\/p>\n<p>Questi sono solo alcune riflessioni sui temi degli artisti presentati in questa mostra, le cui opere auspicano di aprire una profonda (auto)riflessione attraverso una esperienza sensoriale multiforme, che pu\u00f2 essere intesa anche come una sorta di registrazione visiva dei tentativi di comprendere i limiti dei paradigmi scientifici e umanistici. L&#039;immaginario scelto per questa mostra contiene, crediamo, il potere di indebolire la presa totalitaria sul nostro sguardo; infine \u00e8 solo lo sguardo l&#039;unico che pu\u00f2 portare all&#039;emancipazione e ai limiti e alle verit\u00e0 inesplorate della nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm kc-css-597287\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-802494 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-850739 kc_col-sm-6 kc_column kc_col-sm-6\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-548940 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/NITJA_Arkitektur_Profil_HighRes_37-2.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc-css-402606 kc_col-sm-6 kc_column kc_col-sm-6\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-722269 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/07-TPW-1024x768.jpeg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-400975 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-602614 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\">\n<div class=\"kc-elm kc-css-89935 kc-title-wrap \">\n\n\t<h2 class=\"kc_title\">MAGGIORI INFORMAZIONI SULLE COLLEZIONI GCP PRESSO NITJA<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-772205 kc_text_block\"><\/p>\n<p>\nLe Gallerie costiere Pirano sono l\u2019ente galleristico pi\u00f9 importante del Litorale sloveno e hanno lo status di museo regionale di belle arti dalla seconda met\u00e0 del 20\u00b0 secolo. Con la loro intensa attivit\u00e0 espositiva, con la diffusione della conoscenza e del pensiero critico sull\u2019arte, rafforzano il loro ruolo di promotore di un\u2019elevata esperienza estetica, soprattutto offrendo correnti diverse dell\u2019arte contemporanea nazionale e internazionale in tutte le sue forme di espressione, anche le pi\u00f9 estreme.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 il suo fondo artistico, conservato nei depositi, \u00e8 vario e ricco. Si compone di dipinti, stampe, disegni, sculture, fotografie, poster, acquerelli, video, libri d\u2019artista e altro ancora. A seconda del metodo di acquisizione, questi oggetti, come soggetti con un proprio significato e un proprio valore artistico, vengono classificati in insiemi tematici chiusi, le collezioni.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio l\u2019apertura internazionale delle Gallerie costiere Pirano che ha consentito l\u2019espansione e l\u2019arricchimento del fondo artistico negli ultimi decenni attraverso donazioni dall\u2019estero. Tale \u00e8 la <strong>Collezione Internazionale Laboratorio dell\u2019Avanguardia Francesco Conz<\/strong>, che consiste in opere d\u2019arte donate dal collezionista italiano. Francesco Conz (1935-2010), veronese, proprietario dell\u2019archivio del movimento artistico internazionale Fluxus e di altre avanguardie, ha istituito e realizzato alla fine degli anni 90, in collaborazione con le Gallerie costiere Pirano, numerosi progetti espositivi e donazioni. Si tratta della serie grafica Flux-Med dell\u2019americano Robert Watts e dell\u2019Ultima cena dell\u2019artista austriaco Hermann Nitsch. Soltanto pochi musei al mondo riescono a vantarsi di custodire opere del movimento artistico internazionale Fluxus (Vienna, Stoccarda, Los Angeles, Londra, New York, Zagabria&#8230;). Con questa preziosa donazione, le Gallerie costiere Pirano sono state dichiaratamente riconosciute per il loro programma espositivo di alto profilo e di levatura internazionale.<\/p>\n<p>La <strong>Collezione Medusa<\/strong> \u00e8 senza dubbio una delle collezioni pi\u00f9 importanti. Il suo nome \u00e8 direttamente correlato al logo delle Gallerie costiere Pirano formato dalla testa stilizzata della dea greca. La mitologica Medusa pietrificava tutti coloro che incrociavano il suo sguardo. Pertanto, Medusa diventa quindi una metafora dell\u2019arte visiva moderna, che il pi\u00f9 delle volte affascina e attrae, spesso per\u00f2 crea disagio e opposizione. In entrambi i casi le persone rimangono impressionate. Medusa \u00e8 anche il nome di uno degli spazi espositivi delle Gallerie costiere, che nel centro storico di Capodistria, sin dalla loro fondazione nel 1972, funge da spazio aperto e comunicativo, fulcro di diverse idee e iniziative e destinato ad artisti nazionali e internazionali, con una particolare attenzione per i giovani autori. \u00c8 proprio la sostanziale efficienza dell\u2019apertura di contenuti di questa galleria che ha creato le condizioni per il costante accrescimento del fondo artistico. Questa collezione \u00e8 il risultato di una vivace attivit\u00e0 espositiva, attraverso la quale le gallerie monitorano e valutano le tendenze artistiche attuali e le opere di artisti selezionati che hanno segnato gli ultimi decenni del secolo precedente e l\u2019inizio di questo secolo. Pertanto, gran parte del materiale conservato \u00e8 rappresentato dalle opere di importanti autori nazionali e stranieri della vecchia generazione, tra cui le opere di Christo e Jeanne-Claude, Ivo Ko\u017eari\u0107, Mimmo Paladino, Braco Dimitrijevi\u0107, G\u00fcnter Brus e altri. Negli ultimi anni, questo fondo si sta ampliando con le acquisizioni di opere di promettenti autori giovani, tra cui l\u2019artista slovena <strong>Lu\u010dka \u0160parovec<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La Collezione degli artisti del Litorale<\/strong>, pone invece l\u2019attenzione alla produzione artistica del Litorale e d\u2019oltre confine, dalla seconda met\u00e0 del secolo scorso in poi. \u00c8 composta da opere selezionate di autori la cui creativit\u00e0 \u00e8 legata al territorio di attivit\u00e0 della nostra istituzione. Il criterio di acquisizione della collezione \u00e8 la direzione programmatica delle gallerie, sono inclusi tutti i pi\u00f9 importanti artisti della costa che negli anni passati sono stati esposti nei sui spazi espositivi, con mostre complessive e retrospettive. L\u2019ultimo della serie di progetti complessi realizzati \u00e8 stata la mostra di <strong>Emil Memon<\/strong>. L\u2019artista visivo e musicista, nato a Capodistria, che ha vissuto e creato a New York per decenni, \u00e8 stato omaggiato dalle Gallerie costiere Pirano con una grande mostra retrospettiva quest\u2019anno, al suo ritorno a casa. Alcune opere selezionate della mostra, che l\u2019autore ha donato alle gallerie, hanno ulteriormente integrato il fondo della Collezione degli artisti del Litorale.<\/p>\n<p>Sono uniche invece per contenuto e genere <strong>Le Collezioni di Ex tempore internazionale di pittura e ceramica di Pirano.<\/strong> Le opere di queste due collezioni sono state acquisite negli anni durante, appunto, gli Ex tempore. La natura competitiva di questa manifestazione \u00e8 spiegata in modo eloquente proprio dal nome ex tempore che in latino significa &#8220;senza preparazione\". Ai partecipanti viene richiesto di realizzare in breve tempo (poche ore o giorni) un prodotto che coniughi l\u2019equilibrio ideale tra originalit\u00e0 dell\u2019espressione artistica e l\u2019abilit\u00e0 nella tecnica della disciplina prescelta. Una giuria di esperti successivamente seleziona le opere migliori e i loro autori ricevono un premio. Fin dalla sua nascita (1966), l\u2019ex tempore di pittura attira numerosi partecipanti, principalmente pittori dilettanti, ma anche molti pittori con formazione accademica e poi giovani artisti all\u2019inizio del loro percorso creativo. Si tratta di una manifestazione di alto profilo e molto frequentata, organizzata dalle Gallerie costiere Pirano, che sta lasciando un segno visibile nella vita artistica del litorale sloveno. L\u2019Ex tempore di ceramica, svoltosi negli anni tra il 2000 e il 2015, incoraggiava principalmente la creativit\u00e0 artistica con l\u2019argilla. All\u2019interno del fondo di questa collezione spiccano le opere di autori internazionali, tra cui quella dell\u2019artista israeliana <strong>Einat Cohen<\/strong>.<\/p>\n<p><i>Scritto da: Dr. Majda Bo\u017eeglav Japelj<\/i><\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-376229 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-210400 kc_col-sm-6 kc_column kc_col-sm-6\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-217401 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022_08_NITJA_everything_is_not_whaat_it_seems_WebRes_02-1024x683.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc-css-702665 kc_col-sm-6 kc_column kc_col-sm-6\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-548721 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022_08_NITJA_everything_is_not_whaat_it_seems_WebRes_16-1024x683.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Everything is) Not What it Seems \/ Non tutto \u00e8 come appare |\u00a0 \u00a020 agosto \u2013 25 settembre 2022 |\u00a0 \u00a0Nitja Centro d\u2019arte contemporanea, Lillestr\u00f8m\/Oslo, Norvegia |\u00a0 Artisti: Primo\u017e Bizjak (Slovenia), Vincent Ceraudo (Francia), Nemanja Cvijanovi\u0107 (Croazia), Andrea Fraser (USA), Meta Grgurevic\u030c (Slovenia), Anawana Haloba (Zambia\/Norvegia), Einat Cohen (Israele), Corinne Mazzoli (Italia), Ane Mette Hol<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":15058,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34,80,48],"tags":[],"class_list":["post-15050","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi","category-mostre","category-notizie"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15050","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15050"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15050\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17913,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15050\/revisions\/17913"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15058"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.obalne-galerije.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}